Officina Teatro, "Silvia ed i suoi colori" contro la camorra

Officina Teatro, "Silvia ed i suoi colori" contro la camorra

"Silvia ed i suoi colori" è un testo poetico, pieno di meraviglia, strutturato come un gioco. Silvia è istintiva, ama la vita, non ha paura di nulla, non pensa, ma agisce, ed ovviamente agisce da donna, con la consapevolezza e la responsabilità delle proprie azioni. La storia di Silvia è un monito per tutti. L'illegalità oltre a spezzare la vita di un innocente apre una ferita profonda in tutte le persone legate affettivamente a lei. Dietro ad ogni persona c'è un mondo. L'11 Giugno del 1997, a Napoli, Silvia Ruotolo di 39 anni, cade, vittima innocente, durante un regolamento di conti fra due clan camorristici. Silvia tornava a casa, con suo figlio che aveva appena prelevato da scuola. Questa è la cronaca. Quel giorno cambiò la vita di molte persone. Molti anni dopo, nel 2009, un amico d'infanzia di Silvia, il drammaturgo napoletano Roberto Russo, avvertì l'esigenza di scrivere un racconto-lettera, intitolato "Alla fine del Viale", punto di partenza per lo spettacolo teatrale. "Silvia ed i suoi colori" è uno spettacolo teatrale per la legalità, con la regia di Agostino Chiummariello e interpretato da Francesca Stizzo e Aurelio De Matteis. L'opera andrà in scena in anteprima il 9-10-11 maggio ad Officina Teatro di Caserta con la produzione di Gaetano Ippolito. Il produttore casertano ha finanziato il progetto attraverso il Bando della Microprogettazione sociale 2013 del CSV Assovoce di Caserta con le OdV Koinè, Athena, Club degli Amici, in partneriato con Il Sogno è Sempre. Le scene e i costumi sono realizzati dai detenuti del Carcere di Arienzo, che con il loro lavoro diventano testimoni della legalità. L'attrice protagonista dello spettacolo, Francesca Stizzo, ha dichiarato a proposito del teatro per legalità: "Silvia è anche un simbolo. La storia di Silvia è un monito per tutti. L'illegalità oltre a spezzare la vita di un innocente apre una ferita profonda in tutte le persone legate affettivamente a lei. Dietro ad ogni persona c'è un mondo. Credo che l'arte abbia il dovere di denunciare i mali sociali, perché soltanto con la presa di coscienza si può guarire la società. Silvia è anche una speranza".