" Ora mia madre è una stella nel cielo" Repubblica 19 giugno 1997

 

 

ORA MIA MADRE E' UNA STELLA NEL CIELO

REPUBBLICA ......... 19 GIUGNO 1997

 

NAPOLI - La vita le ha già riservato un esame impossibile: assistere all' omicidio di sua madre. Ieri, durante la sua prima prova scolastica, proprio mentre la polizia consegnava al carcere uno dei killer di Silvia Ruotolo, Alessandra Clemente, la bimba diventata adulta in un giorno, ha reagito con fantasia e rigore. Ha scritto una fiaba, dimenticando - apparentemente - sangue e camorra. Una storia commovente e positiva: quella di un gambero che è riuscito, contro natura, a non indietreggiare. "Potrebbe essere la storia di Napoli", mormora suo padre. Alessandra, com' é andato l' esame di quinta elementare? "Bene, grazie. Ho fatto il tema di italiano, una cosa di fantasia". Alessandra, gli occhi azzurrissimi che sembrano anche più luminosi, i capelli biondi raccolti in una coda, sta leggendo alcune lettere che le hanno inviato i cittadini napoletani. Mamme, giovani, suoi coetanei. Messaggi firmati. La consolano, le dicono "sii brava, ti vogliamo bene". Ale si interrompe, il papà, Lorenzo Clemente, la spinge a parlare. Ad una condizione: niente ricordi. Che cosa hai scritto nel tema, Alessandra? "Ho scelto quello in cui si chiedeva di continuare una favola. Cominciava così: 'C' era una volta un gambero che, malgrado la sua natura, desiderava andare avanti...". Perché l' hai scelto? "Era un tema su un desiderio. Mi piace il gambero, è sfortunato: ma perché deve camminare sempre all' indietro?". E tu come l' hai svolto? "Io ho scritto che lui è riuscito ad andare avanti perché provando un giorno e provando un altro, gli si sono spezzate le chele. Però, questo è stato un bene. Perché si è costruito con i coralli rossi del mare una sedia a rotelle. La carrozzella, molto più bella di quelle che vediamo noi in giro, il gambero poteva guidarla come voleva. Così ha realizzato il suo sogno". Credi ai desideri, Alessandra? "Sì, io ci credo. Quando la voglia è forte forte, si fa tutto". Piange il padre, piangono i familiari raccolti nella casa, nel giorno della cattura di uno dei boia. "Forte? Sì, la mia Alessandra è diventata già grande - mormora il padre - E' il ritratto di sua madre, è Silvia, con il suo amore per gli altri, il suo ottimismo per la vita. Malgrado tutto". La notizia di un arresto, ovviamente, non porta consolazione nell' appartamento di salita Arenella, sopra quel cancello d' ingresso dove cadde Silvia con una pallottola alla tempia e dove ogni mattina vengono adagiati dei fiori. "Li devono prendere tutti", si sfoga il marito. E aggiunge: "Continuo ad avere piena fiducia nella magistratura, nelle forze dell' ordine. Ma devono tutti finire in galera. Il perdono? Io sono cattolico, ci credo, ma ora non riesco a pensare al perdono. Non solo per quello che hanno fatto a Silvia, ma perché hanno coinvolto i miei figli... Lo sa che mi dice Francesco, tutte le sere? Mi trascina sul balcone, con gli occhi fissi al cielo: 'Dici che mamma è una stella, ma dov' è mamma? Non la vedo. Mamma è rossa, era tutta rossa quando l' ho vista". - Conchita Sannino