Se le finestre potessero parlare

La scrittura unisce due mondi, quello degli istituti scolastici e quello degli istituti penali minorili. Per accrescere la capacità dei ragazzi di mettersi in gioco, ascoltare, confrontarsi e sviluppare la sensibilità necessaria per affrontare le tematiche della legalità e della giustizia che risultano così non calate e piombate dall' alto perché nascono genuinamente e spontaneamente nei ragazzi coinvolti nella costruzione di un unico percorso di incontro, condivisione, crescita e sviluppo verso la legalità.

 

 

Se le Finestre potessero parlare è il nome del laboratorio sperimentale di scrittura creativa ideato e svolto nei mesi di giugno -luglio 2011 presso l'Istituto Minorile di Nisida dal Marano Ragazzi Spot Festival e dalla Fondazione Silvia Ruotolo Onlus, al seguito della realizzazione dello spot per l' edizione 2011 del Festival per ragazzi.
Utenti del laboratorio sono state le ragazze detenute nell' istituto penitenziario e le ragazze frequentanti i licei socio psicopedagogici di Marano Segrè e Primo Levi coinvolte nel Festival. L' unione di due mondi apparentemente lontani è vincente. Con le tecniche del cerchio e della condivisione delle proprie storie ed esperienze le ragazze sono state stimolate al racconto ed alla scrittura. Nel lavorare alla storia da raccontare si sono superati pregiudizi e distanze.
Il laboratorio si è concluso con la creazione all' unisono una storia di coraggio, libertà, forza, giustizia ed in un lavoro nel quale ogni ragazza ha espresso qualcosa di sé "Se le finestre potessero parlare", titolo scelto dal gruppo che ha dato poi simbolicamente il nome al progetto.
Il successo del laboratorio sperimentale ha fatto si che ogni anno ci riproporremo la sua realizzazione: un luogo e un tempo dedicato all'esperienza della scrittura di testi di narrativa negli istituti penali minorili che avvicina i ragazzi, tutti, senza più distinzioni tra "quelli di fuori" e "quelli di dentro", al mondo della scuola e all' arte di raccontare una storia attraverso la parola scritta. L'iniziativa ha risposto all'esigenza del desiderio di espressione degli adolescenti, attraverso il sostegno di un editor impegnato nell'offrire contenuti, spunti e indicazioni utili a sviluppare le proprie capacità espressive e il confronto sereno e aperto con gli altri partecipanti al gruppo.
Scopo del laboratorio è quello di accrescere la capacità dei ragazzi di mettersi in gioco, ascoltare, confrontarsi con gli altri e di sviluppare la sensibilità necessaria per affrontare le tematiche della legalità e della giustizia che risultano così non calate e piombate dall' alto perché nascono genuinamente e spontaneamente nei ragazzi coinvolti. Si lavora insieme con i due mondi, quello degli istituti scolastici e quello degli istituti penali minorili, nella costruzione di un unico percorso di incontro, condivisione, crescita e sviluppo verso la legalità.

Il lavoro, nato dal primo laboratorio realizzato quest' anno, "Se le finestre potessero parlare" diventerà una pubblicazione della Fondazione.