L’ANTIRACKET DEL VOMERO IN MEMORIA DI MAURIZIO ESTATE DALLE PAROLE DI ALESSANDRA CLEMENTE

CLEMENTE

L'ANTIRACKET DEL VOMERO IN MEMORIA DI MAURIZIO ESTATE DALLE PAROLE DI ALESSANDRA CLEMENTE

 

Maurizio Estate si sarebbe dovuto sposare dopo due settimane ma quel pomeriggio del 13 maggio 1993 cambiò tutto. Aveva 22 anni e non esitò un solo istante a mettere in fuga gli scippatori che si erano avvicinati ad un cliente che si trovava in strada. Abitava a via marina ma lavorava insieme al padre Giuseppe in un autolavaggio ed officina a gestione familiare al largo Vetriera a Chiaia, a ridosso dei quartieri Spagnoli. In quel autolavaggio c'erano passati tutti i suoi fratelli ma ognuno aveva poi avuto altri percorsi di vita. Maurizio quell'attività l'aveva scelta per il suo futuro e per quello della sua famiglia. Quel maledetto pomeriggio di 21 anni fa, Maurizio era a due passi, vide tutto ed intervenne. I ladri fuggirono verso le rampe di Brancaccio e Maurizio li rincorse cercando di bloccarli. Ne vide uno in faccia e sicuramente almeno uno vide in faccia lui. E quello seduto sul sellino posteriore che si girò insultandolo: "Bastardo, dovevi farti i fatti tuoi". La vespa correva troppo veloce ed Estate tornò nell'autolavaggio. Passò pochissimo. Dopo meno di mezz'ora si presentò la vendetta. Un ragazzo con giubbotto blu ed in pugno una pistola esplose un colpo contro Maurizio. Lo raggiunse al torace e dritto al cuore. Il colpo lo sentì anche il padre, Giuseppe che era ancora in officina, usci ed aggredì l'assassino del figlio gli strappò la pistola dalle mani colpendolo con il calcio dell'arma. A fermare Giuseppe, fu la vista di Maurizio a terra col torace insanguinato. Maurizio venne portato all' ospedale Loreto Crispi. Ma fu inutile. L'indagine cominciò subito, non ci fu omertà ed i testimoni collaborarono attivamente. A via Vetriera, il luogo dell'omicidio, c'è una targa comunale su cui si legge "a Maurizio Estate che pagò con la giovane vita il suo altruismo con commossa partecipazione della cittadinanza e attenta memoria della circoscrizione – Il Comune pose affinché non diventi più tragico eroismo un gesto di naturale solidarietà".