La Gloriette

L'uso sociale dei beni confiscati alle mafie è stata la grande intuizione di una società civile organizzata che prese il nome di Libera. Un gruppo di cittadini che cominciarono a coinvolgere altri cittadini che volevano voltare pagina e cominciare a leggere di un'Italia civile in grado di riscattare i propri territori e di ripulire i circuiti dell'economia dalle immissioni, in esso, dei proventi illeciti. Nasce dunque la legge 7 marzo 1996, numero 109 recante Disposizioni in materia di gestione di beni confiscati o sequestrati. La legge fu approvata grazie ad una campagna di raccolta firme, avviata sin dall'anno prima dell'approvazione, che portò alla sottoscrizione, della petizione presentata da Libera, da parte di circa un milione di cittadini. Un milione di firme che ha potuto permettere che si realizzasse la bellissima esperienza del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Un'esperienza attraverso la quale si opera una inversione di tendenza. Una conversione del bene e dunque del quartiere nel quale è situato. Insomma da segni del potere al potere dei segni di legalità e giustizia.

Grazie a tutto questo, La fondazione Silvia Ruotolo parte dalla casa del boss Zaza. Dopo un iter travagliato durato 25 anni la villa fortezza sequestrata nel 1985 al camorrista Michele Zaza è stata finalmente assegnata a Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie di cui la Fondazione Silvia Ruotolo fa parte e alla Cooperativa all'Orsa Maggiore che si occupa di assistenza a persone vulnerabili.

 

Autore del servizio: Alessandro Gaeta
Montaggio: Gianfranco Cordella
Fotografia: Simone Bianchi
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